Si è costituito nelle scorse settimane, a Roma, il comitato promotore del referendum per
l’abrogazione parziale delle attuali leggi elettorali per la Camera e per il Senato, il cosiddetto
Rosatellum ha presentato i quesiti referendari appena depositati al competente Ufficio presso la
Suprema Corte di cassazione. Il comitato è costituito da cittadini, di diverso orientamento politico
e formazione culturale, accomunati dal proposito di restituire a ciascun italiano il diritto di scegliere
chi debba rappresentarlo.

Con il Rosatellum, una minoranza sempre più esigua di elettori, finisce per trasformarsi in una
maggioranza parlamentare. Onde possiamo dire che oggi, come ieri, a governare il paese non è la
maggioranza dei cittadini, ma la meno debole delle minoranze
– ha spiegato il senatore Enzo
Palumbo, vicepresidente del Comitato – A questo punto, visto che ogni tentativo per via
giurisdizionale è rimasto vano, l’unica possibilità di evitare che anche le prossime elezioni si
svolgano con una legge elettorale invisa alla maggior parte dei cittadini, è per l’appunto il tentativo
di fare pronunziare proprio i cittadini attraverso un referendum popolare, sui punti più palesemente
incostituzionali di questa legge”.

I quesiti referendari sono quattro e intervengono su specifici aspetti della normativa in vigore:
1)ABOLIZIONE DEL VOTO CONGIUNTO TRA CANDIDATI UNINOMINALI E LISTE PLURINOMINALI
Si permette la libertà di scelta tra lista proporzionale e candidato uninominale;
2) NIENTE SOGLIE DI ACCESSO PER LISTE AUTONOME E PER COALIZIONI
Si riduce la dispersione di voti validi e si garantisce un maggiore pluralismo nella
rappresentanza politica del popolo italiano;
3) NO PLURICANDIDATURE E OGNI CANDIDATO SOLO NEL SUO COLLEGIO
Si impedisce agli apparati di partito di predeterminare la composizione del Parlamento e si
riduce il numero dei parlamentari “fedeli collaboratori dei capi partito”;
4) TUTTE LE LISTE DEVONO RACCOGLIERE LE FIRME PER PROPORRE CANDIDATURE
Si abolisce il privilegio che esonera dalla raccolta di firme i Partiti già presenti in Parlamento
che assicura a tutte le forze politiche di partire alla pari nella competizione elettorale, con
uguale obbligo per tutte le liste di candidati di raccogliere lo stesso numero di firme.
“A questa iniziativa, che sconta inevitabilmente i paletti costituzionali che la limitano all’essenziale,
se ne accompagnerà un’altra:
– ha concluso nel suo intervento Enzo Palumbo – una legge
d’iniziativa popolare per consentire l’introduzione delle preferenze, in modo che il Parlamento cessi
di essere il luogo dei nominati e diventi invece il luogo degli eletti dal popolo, con una nuova legge
elettorale che, se approvata tramite il referendum, potremmo anche chiamare “Besostrellum”,
come postumo omaggio a chi l’ha voluta fino a morirne”.

Nel corso della Conferenza stampa è stato proiettato un video di Giorgio Benvenuto, presidente
d’onore del Comitato, che era impossibilitato a partecipare.
“Da anni in Italia, di elezione in elezione – ha affermato la presidente Elisabetta Trenta nel suo
intervento – i votanti sono sempre di meno e, quindi, il Parlamento eletto, meno rappresentativo,
perde progressivamente il suo potere a favore del potere esecutivo e di quella che chiamano
governabilità. L’attuale legge elettorale nega uno dei principi della Costituzione e cioè che il voto
dovrebbe essere personale ed uguale. I cittadini lo hanno capito e per questo non vanno più a
votare, perché non siamo noi a scegliere coloro che ci devono rappresentare ma i capi dei partiti”.

Le sottoscrizioni saranno effettuate anche con l’utilizzo della firma elettronica mediante
piattaforme private, a causa del ritardo nella messa a disposizione della piattaforma pubblica.
Questa iniziativa referendaria, ispirata dal compianto Carlo Felice Besostri, sta riscuotendo molte
adesioni trasversali agli schieramenti politici e culturali, incontrando l’appoggio di gruppi
spontanei di cittadini, associazioni della società civile e gruppi eterogenei di personalità pubbliche.
Il comitato, oltre alla presidente Elisabetta Trenta, vede l’adesione di Giorgio Benvenuto come
presidente d’onore, mentre la vicepresidenza è affidata a Vincenzo Palumbo, Raffaele Bonanni,
Sergio Bagnasco. La segreteria organizzativa è affidata a Riccardo Mastrorillo, Luigi Spanu e
Thomas Agnoli. Il tesoriere è Pietro Morace.
Tra i numerosi componenti, Enzo Paolini, Marco Cappato, Nella Toscano, Paolo Antonio Amadio,
Nicola Bono, Erminia Mazzoni, Mario Walter Mauro, Francesco Campanella, Mauro Vaiani, Matteo Emanuele Maino, Vittorio Delogu, Giuseppe Gullo, Roberto Biscardini, Giuseppe Gargani,
Mario Tassone.